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Short description |
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La versione CTH 291.1 della presente edizione costituisce l'esemplare più antico della raccolta “Se un uomo” delle Leggi ittite ed è composta da tre manoscritti dei quali solo A è quasi completamente conservato, mentre B e C sono molto frammentari. L'edizione qui presentata segue la divisione in paragrafi della tavola A e non tiene conto dell'accorpamento di certe leggi compiuto da Hoffner H.A. 1997a (HL 19a e 19b; 26a, 26b e 26c; 44a e 44b; 47a e 47b; 77a e 77b). Questa scelta è stata fatta per restare fedeli al manoscritto antico, alla sua struttura e alla sua originaria divisione in paragrafi. Per questo motivo, nel commento e nelle note, si farà riferimento a sezioni (§) di una singola tavoletta oppure alla legge (sigla HL “Hittite Law”) secondo la numerazione oramai in uso a partire da Hoffner H.A. 1997a. La numerazione di Hoffner è inserita accanto a ogni titolo di sezione per facilitare la lettura.
Oltre a una versione principale, composta da sei frammenti, di cui il più grande è KBo 6.2, sono inclusi in questa versione il manoscritto B (un unico frammento di piccole dimensioni) e il manoscritto C (due frammenti di piccole dimensioni), anch'essi databili OH/OS. Tutti e tre i manoscritti conservavano l'intera serie su una sola tavola.
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Texts |
| Manuscript A | A₁ | KBo 22.62 | 1195/u | T.I |
| + A₂ | + KBo 19.1 | + 1338/u | T.I |
| + A₃ | + KBo 19.1a | + 814/v | T.I |
| + A₄ | + KBo 6.2 | + Bo 2097 | T.I * |
| + A₅ | + KBo 22.61 | + Bo 69/633 | T.I |
| (+) A₆ | (+) ABoT 2.329 | (+) AnAr 11500 | Ḫattuša |
| Manuscript B | | KUB 29.13 | 2627/c | Bk. E |
| Manuscript C | C₁ | KBo 19.2 | 1196/v | T.I |
| (+) C₂ | (+) KUB 29.16 | (+) Bo 1789 | T.I * | |
Literature from the Konkordanz |
- B. Christiansen, ZAR 21, 2015: 31-101
- E. von Schuler, TUAT I/1, 1982: 96-112
- H.A. Hoffner, CoS 2, 2003: 106-119
- H.A. Hoffner, FsKošak, 2007: 391; 394-396
- H.A. Hoffner, Laws, 1997: 69-75 (Sigel M); 160 (Sigel A); Sigel K
- H.A. Hoffner, apud M.T. Roth, LCMAM, 1995: 213-247
- Kitchen - Lawrence, Treaty, 2012: 251-292
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Overview of contents |
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Edizioni precedenti |
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Tutte le edizioni precedenti (Friedrich J. 1959b, 1-9; Imparati F. 1964b, 1-2. Hoffner H.A. 1997a) hanno sempre identificato KBo 6.2 come il manoscritto A in quanto più antico (qui CTH 291.1.A), mentre etichettavano KUB 29.13 come K (qui CTH 291.1.B). Infine, KUB 29.16 veniva identificato come M (qui CTH 291.1.C) e dal 1966 (Otten H. − Souček V. 1966a) gli veniva riconosciuto il join indiretto con KBo 19.2 (vedi Hoffner H.A. 1997A, 160-162).
La collazione dei frammenti presso il Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara (giugno 2025) ha permesso di assegnare al manoscritto A il frammento ABoT 2.329 (AnAr 11500, qui A6) su base paleografica e contenutistica dal momento che ABoT 2.329 copre le leggi HL 14, 15, 16 mancanti in KBo 6.2.
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Caratteristiche delle tavole |
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CTH 291.1 conserva su un'unica tavola circa 25 leggi per per ogni colonna, vedi Güterbock H.G. 1961e, 63; Güterbock H.G. 1962d, 21; Imparati F. 1964b, 14-23). Ogni colonna conserva circa 65 righe. Il manoscritto A è privo della sommità della I e II colonna, così come della fine della III e IV. Di conseguenza la versione A, più completa, inizia con la seconda legge della serie. La quarta colonna conserva, apparentemente dopo una riga di paragrafo singola, uno spazio vuoto in cui si intravede a sinistra il resto di un segno cuneiforme, forse parte di un originario colofone, andato perduto.
Il testo è diviso in paragrafi corrispondenti ad altrettante leggi. Le altre versioni, databili a periodi più tardi, conservano delle varianti e delle differenze rispetto a questa edizione che verranno segnalate nelle specifiche edizioni.
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Paleografia e scrittura |
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Uno studio accurato del manoscritto A restituisce un testo in ductus antico-ittita databile al XVI sec. sulla base di specifici segni diagnostici che ricorrono in maniera uniforme e senza varianti grafiche di rilievo (GA, TA, ŠA, DA, IT, E, UN, NA, KI, URU, LI, ḪA, AḪ). Le teste dei segni veriticali sono tutte inclinate verso destra. A-NA è scritto in legatura. La scrittura è compatta e densa e solo in alcuni casi, soprattutto prima delle righe di paragrafo, si rilevano spazi tra le parole. Simile è la scrittura di C anche se la frammentarietà del manoscritto non permette un confronto accurato. Sulla paleografia del manoscritto A si veda già Hoffner H.A. 1997a, 230-238. Si vedano anche le osservazioni compiute da Archi A. 1968A, 54-89.
Infine, sebbene ABoT 2.329 comparisse nella Konkordanz come junghethitisch, la collazione ha permesso di riconoscere un ductus antico-ittita coerente con gli altri frammenti di A.
Particolarmente rilevante risulta il confronto paleografico con i LSU (Rüster Ch. – Wilhelm G. 2012a), la cui edizione definitiva contiene un'ampia sezione relativa alla datazione di questi testi, riferiti da Wilhelm al regno di Telipinu. L'attribuzione al regno di questo sovrano, avvenuta su base prosopografica, non è del tutto certa visto che mancano i nomi propri dei re, ma il corpus esaminato conserva sicuramente esemplari databili al periodo più antico del regno ittita. Si veda in particolare la tabella dei segni alle pp. 74-78 (Rüster Ch. – Wilhelm G. 2012a): il manoscritto più simile a CTH 291.1 A è indubbiamente LSU 3, anche se un'analisi più accurata potrebbe essere compiuta sulla base di una collazione del manoscritto delle leggi le cui foto non sono ottimali.
Il frammento B non viene datato da Hoffner H.A. 1997a, 161 con n. 580 e nemmeno nella Konkordanz. Si tratta, in effetti, di un frammento di dimensioni ridotte che non conserva segni diagnostici. Per l'attribuzione a CTH 291.1 abbiamo deciso di seguire la proposta di Güterbock H.G. 1962d, 21.
Sull'ortografia del manoscritto A, oltre a Hoffner H.A. 1997a, 239-245, si vedano anche le osservazioni di Kloekhorst A. 2010b, 197-241.
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Caratteristiche linguistiche |
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Dal punto di vista linguistico il manoscritto A (in quanto più completo) dimostra la presenza di forme antico-ittite in maniera consistente: la presenza sistematica della congiunzione takku, la negazione natta, l'uso dei pronomi possessivi enclitici, l'uso del direttivo (Hoffner H.A. 1997a, 260-264) sono solo alcuni dei tratti grammaticali marcatamente antichi del testo.
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Trasmissione dei testi |
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Molti studiosi hanno cercato di determinare i livelli di composizione del testo delle Leggi sulla base di criteri interni e del confronto tra manoscritti appartenenti a periodi diversi, da Korošec V. 1956b, 22-25 al recente contributo di Jauss S.M. 2015a. Limitandoci qui alla sola versione antico-ittita, come già anticipato, non abbiamo versioni precedenti a questa. Il testo contiene riferimenti interni relativi a un sistema normativo precedente attraverso la formulazione karū “prima”, kinun=a “ma ora”(Hoffner H.A. 1997a, 5-7). Non riteniamo che si tratti di un espediente letterario (Mascheroni L.M. 1979b, 29-39) ma di un riferimento a una situazione storico-sociale reale; non ci sembra nemmeno appropriato parlare di vera e propria “riforma” ma di un graduale sistema di centralizzazione dell'amministrazione che avrebbe comportato dei cambiamenti legislativi, sovrapponendosi a costumi e norme già esistenti nell'Anatolia dell'ultima fase del Medio Bronzo (Torri G. – Carnevale A., in stampa).
La tradizione scritta dell'intero corpus merita invece di essere studiata attraverso un'attenta disanima delle varianti tra i manoscritti e della ricorrenza o meno di certe specifiche leggi. Per questo motivo abbiamo scelto di rendere i manoscritti a nostra disposizione nella forma in cui sono effettivamente conservati senza proporre integrazioni e interpretazioni rispetto al testo. Riteniamo che la Comparatio sia, dunque, lo strumento migliore per far emergere i diversi livelli testuali a partire dal testo antico-ittita.
Per quanto riguarda CTH 291.1 non è possibile affermare che una possibile versione precedente a questa esistesse in forma scritta. Sulla questione si veda Archi A. 1968a, 59-60; Torri G. – Carnevale A., in stampa; Klinger J., in stampa.
I manoscritti A e C di questa versione provengono da contesto secondario nell'area Tempio I, mentre il manoscritto B proviene da contesto secondario dell'area di Büyükkale Edificio E.
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Contesto storico |
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CTH 291 non contiene precisi riferimenti storici e non può nemmeno essere catalogato come un testo della regalità. Nel testo, alle leggi HL 54 e 55, si menzionano il Re e il Padre del Re, per cui gli studiosi hanno proposto ipotesi varie sulla datazione al regno dei primi sovrani di Ḫatti, Ḫattušili I, Muršili I o Telipinu (si veda Archi A. 1968a, 54-55; Archi A. 2008b, 262 con n. 3 per riferimenti alla bibliografia precedente). In particolare Hoffner H.A. 1997a, 230 ritiene che i testi a nostra disposizione possano essere stati preparati nel corso del regno di Telipinu anche se afferma che una simile attribuzione, alla luce delle nostre conoscenze, non può essere definitiva. In generale, sul problema della composizione delle leggi ittite si veda ora Hout Th.P.J. van den 2020c, 87-92 e Klinger J., in stampa. Non proponiamo in questa sede una datazione a uno specifico sovrano anche se ci sembra possibile che la versione più antica possa aver acquisito una forma scritta nel periodo di creazione di uno stato unitario in Anatolia centrale e quindi in un periodo che comincia ad acquisire fisionomia nel corso dei regni di Ḫattušili I e Muršili I (Torri G. - Carnevale A. in stampa).
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Traduzione e note metodologiche |
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Si rimanda all'introduzione generale per tutti gli aspetti che riguardano l'elaborazione e la traduzione complessiva dei manoscritti a nostra disposizione.
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