Cfr. Kloekhorst A. 2022c, 216.
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Gli/le riferito allo schiavo o alla schiava, oppure “gli” riferito al loro proprietario?
Su questa formulazione relativa all'aborto provocato si veda Hoffner H.A. 1997a, 178-179 con bibliografia di riferimento.
Qui è apparentemente in atto una semplificazione della legge – che alla versione CTH 291.2 prevedeva una differenziazione della casistica a seconda dei mesi di gravidanza (10 o 5) – e contemporaneamente un aumento della pena, da 10 a 20 sicli di argento.
Qui è presente una linea di paragrafo che però marcava solo la differenziazione della legge 26 in HL 26b/c come riscontrabile in CTH 291.5, KUB 26.56 II 3'-4'.
Fine Ro II.
Dativo di possesso.
CHD L, 5b. La battaglia o campagna militare non è da escludere ma va considerata la presenza femminile di questa legge.
Hoffner H.A. 1997a, 292 “to purify (ritually)” Kloekhorst A. 2008b, 638-639; CHD P, 169b. Si noti come possa anche significare “castrare”, vedi Güterbock H.G. 1961e, 76, ripreso da CHD P, 173a, il quale notava come ad essere purificati fossero solo uomini e animali maschi, la cui castrazione svalutava il castrato e prevedeva di conseguenza una pena più severa.
Il termine iwaru compare in altre leggi come “dote” assegnata dal padre alla figlia. In questo caso non è chiaro se la terra posseduta dall'uomo derivi da una dote, come possibile. Per questa interpretazione si veda Hoffner H.A. 1997a, 190-191.
Secondo CHD Š, 52b. L'espressione e il suo uso in questo contesto sono dubbie. Difficilmente, tuttavia, ci sembra che si possa parlare di un tipo di punizione per un'omissione commessa, quanto, piuttosto, di un modo per registrare che debba essere oggetto di esenzione. Si veda anche Waal W. 2022c, 84 con l'appendice etimologica di Kloekhorst.
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